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Il suffragio universale ed altre sciocchezze

Tra un discorso serio e l’altro, ogni tanto capita anche di parlare di cose più leggere e superflue come la politica o le elezioni. Non è che si può sempre discorrere di uomini e donne, motori e lifting. Ogni tanto anche noi abbiamo bisogno di un po’ di svago. Ecco, in uno di questi stralci di relax, ho notato che sull’argomento suffragio universale la mia opinione non è così isolata. Anzi.

Ve la metto giù veloce: sono dell’idea che il suffragio universale sia una clamorosa, terrificante minchiata. E vi chiedo scusa per il linguaggio, quando mangio troppi Pan di Stelle divento volgare. Premetto immediatamente, prima di attirarmi più antipatie di quelle che già posso vantare nella mia bacheca personale, che non è assolutamente un discorso di colore della pelle, nazionalità, età, genere sessuale, e quant’altro. Si potrebbe dire che chi mi conosce un minimo un dubbio del genere non dovrebbe nemmeno averlo, ma è giusto specificare. Anzi, per assurdo io estenderei la possibilità (parola chiave, non ho parlato di diritto, di possibilità) anche a persone attualmente tagliate fuori, come gli stranieri o i minorenni. Ma arriviamo al punto.

Il fatto è che trovo sinceramente inaccettabile che il voto di uno che non ha la minima idea di cosa stia facendo valga esattamente come il mio. Del resto trovo altrettanto inaccettabile che il mio voto valga esattamente quanto quello di uno che non si perde un dibattito, una dichiarazione, una proposta, una discussione politica, che sarà sicuramente più informato del sottoscritto. E’ una questione di informazione, al netto delle proprie opinioni, uno che non conosce rischia più o meno volontariamente di fare più danni di uno che conosce. Non è una certezza, è più probabile. Di conseguenza, mi sembra piuttosto ingiusto che uno che non ha per nulla a cuore tutto quello che gli circonda, che non sa nemmeno chi sta andando a votare, che non ha il minimo interesse di informarsi abbia il diritto di poter decidere del futuro di qualcosa che evidentemente non lo tocca.

Mi piacerebbe vedere qualcosa di simile ad un esame o ad un test d’ingresso universitario. Non mi è chiaro perchè uno per entrare a medicina debba (giustamente) dimostrare di avere una preparazione minima, mentre per decidere del futuro di una nazione basta esserci accidentalmente nati dentro. Se vuoi guadagnarti il diritto di votare quello che preferisci, devi dimostrare di avere una preparazione sufficiente per prendere una scelta un minimo oggettiva e non buttata a caso, perchè hai visto un paio di tette in televisione o perchè il cugino del fratello della mamma del nipote del commendatore ha detto che quello è uno fico. Devi dimostrarmi che sai cosa stai votando e che soprattutto sei interessato a farlo. Indipendentemente da quello che vuoi votare. Per esempio l’idea che quelli che dicono costantemente, incessantemente sono tutti ladri oppure tanto non conta un cazzo poi vadano a votare mi dà sui nervi. Perchè lo fanno evidentemente a caso. Stattene a casa tua a guardare Barbara D’Urso a quel punto.

Provo a buttare lì qualche idea: sullo stile universitario potrebbero esserci più appelli durante l’anno (metti che la prima volta avevi un addio al celibato ed i tuoi neuroni quel giorno si erano presi una giornata di ferie, è giusto che tu abbia un’altra possibilità), magari una volta al mese, con un limite massimo però di appelli sostenibili in un anno (sennò diventa un “prima o poi mi va di culo”). Il superamento dell’esame garantisce il diritto di votare per qualche anno, possiamo dire tre o quattro.

Mi rendo conto che sia qualcosa di inattuabile, ma secondo me avrebbe qualche effetto positivo collaterale oltre all’immediato risultato che ci sarebbero meno voti buttati (non sarebbe un sistema perfetto, sarebbe però un sistema migliore): per esempio se uno dovesse essere bocciato la prima volta ma avesse un desiderio legittimo di esprimere il proprio voto, da quel momento in poi probabilmente si informerebbe molto di più, per poter risostenere l’esame con qualche legittima possibilità in più di superarlo. Quindi oltre a permettere alle persone informate di votare, si è fatto in modo di spingere qualcuno davvero motivato a crearsi una cultura maggiore sull’argomento. Sono dell’idea che molti non ne sosterrebbero nemmeno uno, di esame, perchè talmente disinteressati e menefreghisti che non vedrebbero il guadagno a doversi impegnare in un test per qualcosa che non li tocca. Sarei ben felice di impedire a persone del genere di votare. E non è nemmeno una questione di avere i soldi per informarsi od elitarista, una televisione ed una connessione ad internet ormai ce l’abbiamo tutti, non bisogna comprare libri o iscriversi a costose università per farsi un’opinione politica, basta averne voglia. Anzi, secondo me si vedrebbero moltissime persone con pochissime possibilità economiche guadagnarsi questo diritto di voto e molti che invece magari possono permettersi di comprare il Kenya venire bocciati con disonore.

E’ per questo motivo che a me personalmente interesserebbe poco l’età di una persona, se un ragazzo di 16 anni dimostra di saperne abbastanza da poter esprimere il proprio voto, non vedo perchè non dovrebbe farlo. Il fatto è che il suffragio universale è un bel concetto a livello astratto, ma nella pratica si traduce in qualcosa che stimola la pigrizia mentale. E’ un diritto che ho a prescindere da quello che faccio, da come lo faccio e da come mi informo, perchè dovrei impegnarmi più di tanto? Dovunque, ma soprattutto in Italia, abbiamo bisogno di essere presi per mano e stimolati a fare qualcosa in più del minimo sindacale, che a volte nemmeno quello raggiungiamo.

Pensate, avendo a che fare con elettori leggermente più critici, potremmo perfino assistere a delle campagne elettorali basate sull’assunto “non dobbiamo prendere per il culo quelli che ci votano”. Ok, forse qui sto volando troppo con la mente, ma potrebbero arrivare al punto che si renderebbero conto che comprare Balotelli, smacchiare i giaguari o urlare “sono tutti corrotti e maiali” sarebbero mosse inutili, anzi dannose. Ah, mi pare evidente che questo esame dovrebbero sostenerlo pure i politici. A quel punto non solo faremmo del bene al paese, ci faremmo anche delle grassissime risate a guardare i risultati.

Twit

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